Il silenzio interiore: La camminata di potere

19.10.2015 17:18

uomo-soloIl silenzio interiore è da sempre visto da tutte le tradizioni spirituali, da Oriente a Occidente, come il mezzo attraverso il quale è possibile raggiungere l'Illuminazione. E' attraverso il silenzio interiore che è possibile porre un freno al continuo chiacchiericcio presente nelle nostre menti impazzite. Spesso il chiacchiericcio interiore diventa frenetico, la mente salta di palo in frasca, da un pensiero all'altro, senza sosta, senza tregua e alla fine ci perdiamo completamente, cadendo vittima dello spietato gioco dell'io: ci identifichiamo con i nostri pensieri, pensiamo di essere i nostri pensieri.

 

 La ricerca del silenzio interiore è a volte scoraggiante: la mente è così restia a frenare questa produzione frenetica di pensieri che spesso ci sembra impossibile, quasi inimmaginabile riuscire a fermarla in qualche modo.

 

Dobbiamo tenere presente che la meditazione statica, della quale potete leggere una gran quantità di libri, è un sistema per raggiungere il silenzio interiore che va contestualizzato; intendo dire che quel tipo di meditazione, in cui ci si siede in silenzio e si cerca di acquietare la mente, è una via sicuramente utile nel contesto geografico e culturale di chi l'ha concepita. Pensare però di praticare quel tipo di meditazione in un contesto completamente diverso, qual è quello Occidentale, per molti si rivela una forzatura. Noi viviamo in una società che si incardina su concetti completamente diversi: la velocità, l'azione, il movimento.

 

A tal proposito Osho ha creato una serie di meditazioni dinamiche, adatte all’uomo occidentale, attraverso le quali è possibile arrestare il flusso di pensieri e raggiungere lo stesso fine: il silenzio interiore. Di questo tipo di meditazione parlerò in un prossimo articolo.

 

La tecnica che voglio proporvi è mutuata da Carlos Castaneda, il quale la apprese dal suo maestro Don Juan Matus.

 

La camminata di Potere

 

Il cuore della tecnica consiste nel camminare per lungo tempo cercando di mantenere l'attenzione focalizzata "solo" sulla camminata e quindi cercando di "spegnere" il flusso di pensieri.

A questo proposito Don Juan rivela a Carlos degli utili espedienti per facilitargli il compito: gli ordina di camminare sempre con lo sguardo incrociato (come quando fissate la punta del naso con entrambi gli occhi) e gli occhi socchiusi guardando l'orizzonte e non mettendo a fuoco nulla. Lo scopo è far perdere alla mente il potere di controllare le percezioni visive che provengono dall'esterno che le danno spunto per generare nuovi pensieri.

 

Un altro suggerimento che Don Juan dà a Carlos è quello di tenere le braccia come se sotto ad esse stesse portando due meloni. Anche questo espediente ha lo scopo di tenere vigile la propria consapevolezza evitando di perdersi nella marea di pensieri che affollano le nostre menti.

 

Chiaramente potete praticare questo tipo di camminata solo in un contesto in cui siete sicuri che non ci siano automobili o altri pericoli: in questi casi camminare a occhi incrociati sarebbe imprudente. Vi consiglio di praticare questa meditazione sul sentiero di un bel bosco: quando riuscirete a interrompere il dialogo interiore percepirete la bellezza che è intorno a voi: i suoni, i colori, il vento che soffia sulla vostra pelle, acquisiranno una bellezza di cui non eravate mai stati consapevoli fino ad allora.

 

Il vostro chiacchiericcio mentale vi ha impedito di vedere tutto ciò per quello che veramente è: tutto sarà meravigliosamente vivo.

 

Variante: la camminata ad occhi chiusi

 

Ho avuto la possibilità di sperimentare una variante della tecnica finora esposta.

 In un campo sportivo, dove c'è molto spazio, in un momento in cui era deserto, ho camminato con gli occhi completamente chiusi. Non c'erano pericoli per cui era possibile farlo. Camminare con gli occhi chiusi acuisce incredibilmente la percezione degli altri sensi: il canto degli uccelli diventa così vivido da incantarvi; percepite il contatto dei piedi con la terra come non l'avete mai percepito. E' una variante che certamente non va praticata sulla strada, mi sembra ovvio.

 

Altra variante: la camminata all’indietrocamminare-come-gamberi

 

Provate a camminare all’indietro, prima ad occhi aperti e poi, quando vi sarete impratichiti, potete provare a farlo anche ad occhi chiusi. Praticate questo esercizio in un luogo adatto, come un prato o una campetto poco frequentato; io lo faccio spesso anche a casa, di cui, naturalmente conosco l’ubicazione di mobili e oggetti. La vostra percezione si acuisce al massimo, siete costretti a stare continuamente all’erta e la vostra consapevolezza è costretta ad essere vigile e presente. Prima o poi raggiungerete il silenzio interiore.

 

Come diceva don Juan a Carlos, il silenzio interiore è cumulativo: più si pratica e più facilmente si raggiunge e a più a lungo si mantiene.

 

Buona camminata di potere!

 

Voglio finire con una citazione da “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle:

 

Non sei "colui che pensa"

 

All'inizio della libertà è la realizzazione

che tu non sei "colui che pensa". 

Il momento in cui cominci ad osservare colui che pensa,

si attiva un livello di coscienza più alto. 

Incominci a renderti conto che esiste un vasto regno

di una intelligenza al di là del pensiero,

e che il pensiero è solamente un

aspetto di quell'intelligenza. 

Ti rendi anche conto che tutte le cose che hanno

veramente importanza - bellezza, amore, creatività, gioia,

pace interiore - nascono al di là della mente.

 

Incominci a risvegliarti.

 

(Eckhart Tolle)