Il Sognare

09.12.2013 18:29

Viaggio a Ixtlan_Carlos CastanedaCitazioni e passi scelti da "Viaggio a Ixtlan"

di Carlos Castaneda

 

Ormai è ora che tu divenga accessibile al potere, e dovrai incominciare con l'affrontare il “sognare”. 

 

Un guerriero, d'altra parte, cerca il potere, e una delle principali vie che portano al potere è “sognare”. Potresti dire che la differenza tra un cacciatore e un guerriero è che il guerriero è sulla via che conduce al potere, mentre il cacciatore non ne sa nulla o assai poco. 

 

Diventa accessibile al potere; affronta i sogni. Li chiami sogni perché non c'è potere. Un guerriero, che è un uomo che cerca potere, non li chiama sogni, li chiama reali. 

 

Quelli che tu chiami sogni, per un guerriero sono reali. Devi capire che un guerriero non è uno sciocco. Un guerriero è un cacciatore senza macchia che va in caccia del potere; non è un ubriaco, un pazzo e non ha il tempo né la voglia di barare, o di mentire a se stesso, o di fare una mossa sbagliata. La posta è troppo alta. La posta in palio è la sua vita ben ordinata che per tanto tempo lui ha condotto così ordinata e perfetta.  Non è disposto a gettarla via per qualche stupido errore di calcolo, prendendo qualcosa per qualcos'altro. 

 

“Sognare” è reale per il guerriero perché nel “sognare” può agire deliberatamente, può scegliere e respingere, può scegliere tra una varietà di cose quelle che portano al potere, e quindi le può manipolare e usare, mentre in un sogno ordinario non si può agire deliberatamente. 

 

Se vuoi fare un confronto, ti posso dire che forse è più reale. Nel “sognare” tuoi hai potere; poi cambiare le cose; può scoprire innumerevoli fatti nascosti; poi controllare tutto quello che vuoi. 

 

Ti insegnerò come "sviluppare il sognare". 

 

Don Juan spiegò che "sviluppare il sognare" significava avere un controllo conciso e pragmatico sulla situazione generale di un sogno, paragonabile al controllo che si ha su qualsiasi scelta nel deserto, come scalare una collina o rimanere all'ombra di un canyon.

  

Devi cominciare con qualcosa di molto semplice. Stanotte, nei tuoi sogni, devi guardarti le mani. 

 

Ti ho detto di guardarti le mani perché è stata per me la cosa più facile da guardare. Non pensare che sia uno scherzo. “Sognare” è serio quanto “vedere” o morire o qualsiasi altra cosa di questo mondo imponente e misterioso. 

 

Un uomo che va in caccia del potere non ha quasi limiti nel suo “sognare”. 

 

Ogni volta che guardi una cosa nei tuoi sogni questa cambia forma. Il trucco dell'imparare a "sviluppare il sognare" consiste ovviamente non solo nel guardare le cose ma nel continuare a guardarle. "Sognare" è reale quando si è riusciti a mettere tutto a fuoco. Quindi non c'è differenza tra ciò che fai quando dormi e quando non dormi. Capisci quello che intendo? 

 

Non devi necessariamente guardarti le mani. Come ti ho detto, scegli qualunque cosa. Ma scegli una cosa in anticipo e trovala nei tuoi sogni. Avevo detto di guardarti le mani perché saranno sempre là. 

Quando incominciano a cambiare forma devi distogliere la vista e scegliere qualcos'altro, e quindi guardarti ancora le mani. Ci vuole molto tempo per perfezionare questa tecnica.  

 

I sogni ordinari diventano molto nitidi non appena incominci a "sviluppare il sognare". Quella nitidezza e quella chiarezza costituiscono una barriera formidabile, e tu sei peggio di tutti quelli che ho mai incontrato nella mia vita. Hai la mania peggiore, scrivi tutto quello che puoi. Piantala! Non serve a niente. Tutto quello che fai è distaccarti dello scopo del “sognare”, che è controllo e potere. 

 

Ora ti rammenterò tutte le tecniche che devi esercitare. Innanzitutto, come punto di partenza, devi mettere a fuoco lo sguardo sulle mani. Quindi devi spostare lo sguardo su altri dettagli e guardarli con brevi occhiate. Metti a fuoco lo sguardo su quante cose vuoi. Ricorda che se dai soltanto brevi occhiate le immagini non si muovono. Poi torna alle tue mani. 

Ogni volta che guardi le mani rinnovi il potere necessario per “sognare”, perciò al principio non guardare troppe cose. Saranno sufficienti quattro dettagli ogni volta. Più tardi poi progredire fino ad abbracciare tutto quello che vuoi, ma non appena le immagini incominciano a muoversi e senti che stai perdendo il controllo, torna alle tue mani. 

E quando sentirai di poter contemplare le cose indefinitamente sarai pronto per una nuova tecnica. Ora ti insegnerò questa nuova tecnica, voglio però che tu la metta in atto solo quando sarai pronto.

Il passo successivo dello “sviluppare il sognare” consiste nell'imparare a viaggiare. Nello stesso modo in cui hai imparato a guardarti le mani potrai desiderare di muoverti, di andare nei luoghi. Innanzitutto devi stabilire un luogo in cui vuoi andare. Scegli un luogo che conosci bene - per esempio la tua scuola, o un giardino, la casa di un amico - quindi devi volere intensamente andare là. 

Questa tecnica è molto difficile. Devi eseguire due compiti: devi desiderare intensamente di andare nella specifica località; e poi, quando hai padroneggiato quella tecnica, devi imparare a controllare la durata esatta del tuo viaggio. 

 

Quando dormi devi portare una fascia intorno alla testa. Quello della fascia è un ottimo espediente. Io non te la posso dare, perché te ne devi fare una da solo senza aiuto. Ma non te la puoi fare finché non ne hai avuto la visione “sognando”. Capito? La fascia deve essere fatta in base a una specifica visione, e deve avere un nastro che la tenga ben stretta sulla cima della testa, oppure può essere come un berretto da notte. “Sognare” è più facile quando si ha in testa un oggetto di potere. 

 

Don Juan disse che la visione della fascia poteva presentarsi non solo “sognando” ma anche in stati di veglia e come risultato di qualsiasi avvenimento improvviso e privo di riferimento, come osservare il volo degli uccelli, i movimenti dell'acqua, le nuvole e così via. 

 

Mi suggerì di provare a "sognare" quando facevo un sonnellino durante il giorno e scoprire se riuscivo davvero a visualizzare il luogo scelto com'era all'ora in cui “sognavo”. Se "sognavo" di notte, le mie visioni della località avrebbero dovuto essere notturne. Disse che quello che si sperimenta "sognando" doveva essere appropriato al momento del giorno in cui si "sognava"; altrimenti le visioni che si potevano avere non erano "sognare" ma sogni ordinari. 

Per aiutarti dovresti scegliere un oggetto specifico che appartenga al luogo in cui vuoi andare e concentrare su quell'oggetto la tua attenzione. Su questa collina qui, per esempio, hai ora uno specifico cespuglio che devi osservare finché non ha un posto nella tua memoria. Per tornare qui "sognando" devi semplicemente richiamare alla memoria quel cespuglio, questa roccia su cui siamo a sedere, o qualsiasi altra cosa qui. Viaggiare "sognando" è più facile quando ci si può concentrare su un luogo di potere, come questo. 

 

Ogni guerriero ha il proprio modo di "sognare". Ogni modo è diverso. L'unica cosa che abbiamo tutti in comune è il fatto che ci giochiamo dei tiri per costringere noi stessi ad abbandonare la ricerca. La contromisura è persistere nonostante tutti gli ostacoli e le delusioni. 

 

La spiegazione degli stregoni del modo in cui scegliere un argomento per "sognare" è che un guerriero sceglie l'argomento, imponendosi deliberatamente un'immagine nella mente e facendo tacere il dialogo interno. In altre parole, se è capace di non parlare con se stesso e, anche solo per un istante, afferra l'immagine o il pensiero di cui vuole “sognare”, l'argomento desiderato verrà a lui.

 

Viaggio a Ixtlan - Libro Voto medio su 7 recensioni: Da non perdere

 

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