L'arte dell'agguato

06.01.2014 11:24

Il potere del silenzio - Carlos CastanedaCitazioni e passi scelti tratti da “Il dono dell’aquila”, “Il fuoco dal profondo”, “il potere del silenzio” di Carlos Castaneda

 

L'arte dell'agguato

 

L'arte dell'agguato consiste in un uso specializzato ed estremamente attento della realtà ordinaria, il cui fine è l'accesso alla realtà separata. Il maestro dell'agguato è un praticante consumato, che fa del mondo quotidiano il suo campo di battaglia, trasformando ogni atto, ogni interazione con i suoi simili, in un problema di strategia. L'agguato è in realtà il controllo strategico della propria condotta. Il suo campo privilegiato è quello in cui ha luogo l'interazione con altri esseri umani (guerrieri o no). Per questo il praticante, lungi dal separarsi dal normale contesto sociale, vi resta dentro, nel centro stesso dell'azione, utilizzandolo per temprare il suo spirito, aumentare la sua energia e spingersi oltre i limiti della sua storia personale. (Victor Sanchez)

 

I precetti dell'agguato

 

1.  Il primo precetto della regola è che tutto quel che ci circonda è un mistero imperscrutabile. 

2.  Il secondo, che noi dobbiamo cercare di svelare i misteri, ma senza sperare di riuscirvi mai. 

3.  Il terzo, che un guerriero, conscio dei misteri imperscrutabili che lo circondano, e del proprio impegno a cercar di svelarli, prende il posto che egli è dovuto tra gli altri misteri e si considera uno di loro. Di conseguenza, per un guerriero, il mistero dell'essere è senza fine, sia che si tratti di un ciottolo, di una formica o di se stesso. È questa l'umiltà del guerriero. Si è tutti uguali a tutto.

 

I principi dell'agguato

 

1.  Il primo principio dell'arte dell'agguato dice che sta al guerriero scegliere il proprio campo di scontro. Un guerriero non accetta mai la lotta senza conoscere quel che lo circonda. 

2.  Abbandonare tutto quel che non è necessario è il secondo principio dell'arte dell'agguato. 

3.  Metti tutta la concentrazione di cui sei capace nel decidere se accettare lo scontro o no, perché ogni scontro è una lotta per la vita. È questo il terzo principio dell'arte dell'agguato. Un guerriero deve essere pronto e desideroso di battersi fino in fondo, in ogni momento. Mai, però, senza un piano prestabilito. 

4.  Rilassarsi, lasciarsi andare, non aver paura di nulla. Solo allora le potenze che ci guidano ci apriranno il cammino e ci aiuteranno. Solo allora. 

5.  Quando sono di fronte a circostanze che non riescono a controllare, i guerrieri si ritirano un attimo. Lasciano vagare i propri pensieri. Occupano il tempo con qualcos'altro. Qualsiasi cosa va bene. 

6.  I guerrieri comprimono il tempo; anche un istante ha la sua importanza. Se lotti per la vita, un secondo è un’eternità; un'eternità che può decidere il risultato. I guerrieri vogliono vincere e per questo comprimono il tempo. I guerrieri non sprecano neppure un momento. 

7.  Un cacciatore non si spinge mai in prima fila. Per applicare il settimo principio dell'arte dell'agguato, occorre applicare anche gli altri sei. 

 

La follia controllata

 

Un maestro dell'arte dell'agguato può essere maestro della follia controllata. "Follia controllata" non vuol dire ingannare la gente. Vuol dire che i guerrieri applicano i sette principi dell'arte dell'agguato a qualsiasi cosa facciano, dalle sciocchezze più comuni a casi di vita o di morte.

 

Applicando questi principi si ottengono tre risultati. Il primo: che i cacciatori imparano a non prendersi mai sul serio, a ridere di se stessi. Se non hanno paura degli scherzi, tutti scherzeranno con loro. Il secondo: che i cacciatori apprendono da avere un’illimitata pazienza. Non hanno mai fretta; non si innervosiscono mai. Il terzo: che i cacciatori imparano ad avere un’enorme capacità di improvvisazione.

 

Strategia dell'agguato

 

La strategia più efficace consiste di sei elementi che hanno influenza reciproca. Cinque sono detti attributi del guerriero: controllo, disciplina, equilibrio, tempismo e intento. Questi cinque elementi appartengono al mondo privato del guerriero che lotta per perdere l'importanza personale. Il sesto elemento, fosse il più importante di ogni altro, appartiene al mondo esterno e si chiama il piccolo tiranno.

Un piccolo tiranno è un torturatore, qualcuno che ha potere di vita e di morte sui guerrieri, o che semplicemente gli rende la vita impossibile. 

Affinare lo spirito quando qualcuno ti maltratta, si chiama controllo.

Raccogliere informazioni richiede disciplina.

La pazienza è aspettare con calma, senza fretta, senza angoscia: è un’attesa semplice e lieta della ricompensa che deve arrivare.

L'abilità di cogliere il momento opportuno è una qualità astratta che pone in libertà tutto quello che è stato trattenuto. Controllo, disciplina, pazienza sono come una diga dietro cui è bloccato tutto. L'abilità di cogliere il momento opportuno è la saracinesca della diga.

 

Mentre il guerriero ha controllo, disciplina e abilità di cogliere il momento opportuno, la pazienza assicura che chiunque se lo sarà guadagnato riceverà tutto quanto gli spetta.

 

In genere si usano solo i primi quattro attributi. Il quinto, l'intento, si riserva sempre per l'ultimo confronto, per quando i guerrieri affrontano il plotone di esecuzione. L'intento appartiene alla sfera dell'ignoto. Gli altri quattro appartengono al conosciuto, esattamente dove sono i meschini tiranni.

 

Solo i veggenti che sono guerrieri impeccabili e che hanno il controllo dell'intento ottengono il collegamento di tutti e cinque gli attributi. Un'unione di questa natura è una manovra suprema che non può realizzarsi a livello umano di tutti giorni. Per trattare con i tiranni meschini peggiori sono necessari solo quattro attributi. Il meschino tiranno è l'elemento esterno, quello che non possiamo controllare, e l'elemento fosse più importante di tutti. Se uno può vedersela con i mastini tiranni, è certamente in grado di far fronte all'ignoto senza pericolo e allora addirittura può sopravvivere in presenza di ciò che non si può conoscere. Sappiamo che nulla può temprare lo spirito di un guerriero come trattare con persone impossibili in posizioni di potere. Solo in queste condizioni i guerrieri possono acquisire la sobrietà e la serenità necessaria per fronteggiare l'inconoscibile.

 

I modi dell'agguato

 

1.  Spietatezza

2.  Astuzia

3.  Pazienza

4.  Gentilezza

 

La spietatezza non deve essere ferocia, l'astuzia non dev'essere crudeltà, la pazienza non deve essere negligenza e la gentilezza non deve essere stupidità. 

 

Sii spietato ma affascinante

Sii astuto ma simpatico

Sii paziente ma solerte

Sii gentile ma letale

 

Il Dono dell'Aquila
€ 9.9
Il Fuoco dal Profondo
I tre stadi della sapienza dello sciamano
€ 8.9
Il Potere del Silenzio
€ 9